Tecniche di lavorazione

La produzione di oggetti ceramici è uno dei più antichi mestieri dell’uomo.

Il processo di formatura si articola in tre stadi principali. Innanzitutto, la preparazione degli ingredienti. lo stadio successivo è la formatura della parte, a cui seguono nella maggioranza dei casi l’essiccazione e la cottura, la smaltatura, la pittura a mano e la seconda cottura.
Come accade per molti altri materiali, la ceramica si può formare attraverso vari metodi, a seconda del volume di produzione desiderato.
Ecco di seguito i metodi utilizzati in azienda.


Si usa per realizzare prodotti rotondi e simmetrici. Il punto di partenza è la miscela di un adeguato impasto, che viene poi estruso formando un lungo pezzo d’argilla. Questo viene tagliato in ulteriori pezzetti che, una volta essiccati a durezza di cuoio, vengono fissati ad un tornio e fatti ruotare. Attraverso la rotazione del tornio e le pressioni manuali dell‘artigiano, il pezzo prende forma, la quale può avere dimensioni notevoli.
A parte alcuni ceramici avanzati, tutti i prodotti ceramici devono essere cotti o sinterizzati prima dell’uso. Le condizioni e la temperatura necessarie dipendono dal materiale. Alcuni pezzi necessitano di più cotture: la prima è chiamata cottura per biscottatura, la seconda per vetrificazione dello smalto o vernice e la terza per l’impiego di lustri metallici, come l’oro, l’argento e il platino che necessitano superfici già lisce per la stesura.
Lo smalto viene applicato sul pezzo cotto in prima cottura, la sua vetrificazione avviene in seconda cottura. Se si vuole decorare con pittura, questa deve essere eseguita sullo smalto ancora crudo ed essiccato.
La pittura a mano viene utilizzata per tutti i tipi di manufatti ornamentali e d’uso. Il pezzo viene dipinto generalmente una volta smaltato e fatto asciugare.
I colori per la decorazione sono piombici ed apiombici.
I secondi vengono impiegati per la decorazione di oggetti d’uso alimentare. Possono essere usati come colori sotto cristallina o sopra smalto e si applicano a pennello, a spugna, a tampone o ad aerofago. Dopo la pittura l’oggetto viene cotto per la vetrificazione.

La tecnica dell’incisione a graffito ha radici antichissime e fu largamente impiegata dai Greci e dagli Etruschi per decorare oggetti di vario tipo. Consiste nell’incidere e quindi decorare con uno strumento acuminato l’argilla essiccata, ingobbiata o smaltata facendone emergere il colore naturale.